Giovani e Autodistruzione: uno Sguardo dall’Interno

 

Una cosa che non smette mai di colpirmi è quanti ragazzi al giorno d’oggi si perdono per strada o muoiono tornando a casa nei weekend. E mi sembra che in realtà non interessi mica a tanti perchè succede. Probabilmente è perchè dovremmo tutti interrogarci su cosa stiamo sbagliando perchè alla fine è la società che ne è responsabile o perchè se ne frega o perchè non impedisce in ogni modo possibile che i giovani vengano aggrediti dal male che c’è nel mondo. E così forse se la vita diventa un peso troppo grande, o non ha nessun valore, si va verso l’autodistruzione.

 

La cosa più ridicola però è che per affrontare il problema chiedono lumi e informazioni a gente che ha più del doppio dei loro anni che magari avranno dieci lauree ma non hanno alba di cosa parlano. Dai cavolo cosa volete che ne sappia io che ho più di quarant’anni di come vede la vita uno di quindici? Per me magari i suoi problemi sono tutte cavolate ma per lui è la fine del mondo. Allora siccome il Dudeismo prevede nella sua ricerca della semplicità di evitare il ricorso alle cavolate e di andare al nocciolo del discorso ho chiesto ad un collega dell’età giusta il suo punto di vista sul perchè i giovani spesso vanno verso l’autodistruzione. Lui gentilmente ha risposto e trovo il suo articolo illuminante. Ho fatto qualche leggera modifica ma la sostanza è tutta sua.

 

Buona lettura Dudes.
Vi esprimo la mia opinione al riguardo, avvisandovi che non ho intenzione di fare delle ricerche preliminari sull’argomento; mi spiego meglio, essendo un ragazzo, vivo queste situazioni in prima persona,  preferisco scrivere a caldo, senza riflettere troppo e dicendo la mia così, come la penso in questo momento. Il periodo dell’adolescenza a mio parere può esser diviso in due grosse fasce d’età.
Posso dire con una buona dose di certezza che nella fascia di età tra i 13 e i 16 anni i ragazzi subiscono un cambiamento enorme, non sul piano fisico ma psicologico, il confronto con gli altri è più aperto, la stessa mente è più aperta e questo porta i ragazzi ad assorbire nell’ambiente circostante, dalle persone, dalla tv, dalla musica, da quello che ti pare, una forte influenza; questa però non è vista dal ragazzo come un’influenza diretta, semplicemente apprende delle nozioni o delle convinzioni inconsapevolmente.

 

Tutta questa “bomba” di nuove conoscenze ed esperienze, che la maggior parte delle volte non riguardano minimamente la cultura scolastica ma il suo ambiente, fanno si che il ragazzo si senta improvvisamente saggio, convinto delle sue certezze, meglio ancora se queste vanno contro gli insegnamenti o l’esempio dei genitori. Questa però è ovviamente una sensazione di questi ragazzi, loro stessi sono sormontati da moltissimi dubbi riguardo la vita, il problema però sta nel fatto che la prima persona a cui si rivolgono per avere un consiglio non sono la madre o il padre o il parente, ma l’amico o il fratello maggiore, una figura per cui provano ammirazione e che desiderano imitare; non sto parlando di una totale ammirazione, magari c’è solo un aspetto dell’amico del nostro ragazzo che questi vorrebbe imitare, ed è per questo che comincia ad informarsi, ad assorbire informazioni e convinzioni, non date da un adulto, ma da un ragazzo della sua età o poco più grande.

 

Questo porta i ragazzi a prendere certe nozioni per buone, così come sono state presentate, perchè è esattamente il contrario di quello che pensano i suoi genitori, perchè tutti fanno così (secondo ciò che ha detto “l’amico”), perchè è fico fare così. Proprio così la maggior parte delle volte viene svelato dall’amico la non esistenza di Babbo Natale, non dal genitore; una cosa tira l’altra ed ecco che vieni cresciuto o meglio forgiato dall’ambiente in cui vivi, credi alla risposta che tu hai chiesto, perchè avevi un dubbio, non credi in quello che i tuoi genitori ti hanno insegnato perchè loro ti hanno detto che è così, non lo hai chiesto tu.

 

Ed è così che la base buona e giusta che i tuoi parenti ti hanno dato va a farsi fo***e, è così che si prova la prima sigaretta, che si dicono le parolacce, che si fuma erba, che si ruba, si fa a botte e chi ne ha più ne metta! Non so se mi sono spiegato bene, quello che sto sostenendo è che se io credo in Dio è perchè mi hanno insegnato da sempre questo, quando ancora non avevo neanche il dubbio della sua esistenza o non esistenza, quando poi cominciano a venirmi i dubbi, non andrò a chiedere ai miei genitori, so già la loro risposta, andrò a chiedere al compagno di classe più fico di me, la sua risposta convinta e la successiva derisione di un eventuale opposizione, portano il ragazzo ad accettare la tesi del suo compagno di banco invece che quella dei suoi genitori.

 

È un discorso che comincia dalla base dell’insegnamento e che poi si propaga in ogni cosa, vi faccio un esempio più personale, tanto per darvi un’idea:
all’età di 16 anni diventai un fan dei Nirvana, li avevo conosciuti per caso con internet, non li avrei mai ascoltati se avessi saputo che a mia madre piacevano, ma non è questo il punto; leggendo i testi, cominciai ad avere la visione del mondo sempre più simile a Kurt Cobain (cantante e compositore della band), cominciò per me un periodo di assoluto pessimismo e amareggiamento (attenzione, con questo non dico che Kurt Cobain era un pessimista, non dico neanche che era un ottimista, dico che potevo aver ragione come torto, chi era lì a risolvermi il dubbio?).

 

Non sto dicendo che i Nirvana ci danno questo messaggio, sto dicendo che da ragazzi si è cosi tanto influenzabili che ogni esperienza fatta può cambiare la nostra vita, perchè non chiediamo più l’interpretazione del genitore, non vogliamo più sapere cose ne pensa di quello che pensiamo noi, ci sentiamo pronti al confronto con gli altri ed è così che apprendiamo in modo sbagliato, perchè arrivati a questo confronto, non siamo più scettici, prendiamo per buono quello che il nostro amico più fico ci ha detto, cavolo avrà ragione, lui è meglio di me, se avesse torto io sarei meglio di lui.

 

Io vi ho esposto quello che per me è il problema, ma purtroppo non sono ancora in grado di darvi una soluzione, probabilmente ho bisogno di più tempo per maturare, o forse non ci arriverò mai, chi lo sa, magari ho sparato un mucchio di ca***te! Beh, che dirvi, se pure l’avessi fatto sicuramente avrete capito la visione di un diciassettenne su questo delicato argomento (spero)!

 

Però ho voglia di continuare a scrivere, vorrei aggiungere qualcosa di più, infatti vi ho parlato di una fascia variabile della prima fase di adolescenza, e che dire della seconda? Quella che mi riguarda di più, che va dai 16-17 anni e per alcuni si spinge fino ai 25 anni?
Concorderete con me dicendo che questa è la fascia più pericolosa per le scelte che si fanno, non parlo del valore legale delle nostre azioni, sto dicendo che le scelte che facciamo a quest’età avranno conseguenze nella nostra vita.
Personalmente mi ritengo molto fortunato, infatti non avendo ancora superato questa fascia d’età, posso parlarvi solo di quello che è successo a me, senza poter guardare con occhi più maturi ai miei coetanei, perchè cavolo, in questo momento sono come loro!

 
Tornando al discorso, mi ritengo fortunato perchè sono passato da una situazione di eccessiva ribellione (non abbiate la presunzione di immaginarmi, è totalmente differente da quello che una persona descrive come un comune adolescente ribelle) ad una rivalutazione personale delle proprie azioni, posso dire che i miei genitori sicuramente a mia insaputa mi avranno aiutato in questo, ma io attualmente non ne sono consapevole; infatti prima i ragazzi “prendevano la via errata” per cattiva informazione o controinformazione dell’ambiente in cui vivevano rispetto all’insegnamento dei genitori, ora la cattiva strada la prendiamo perchè non ci confrontiamo con nessuno, nè genitori nè parenti nè amici.

 

I motivi? Non so dirveli con esattezza, personalmente posso dirvi che ho subito da parte dei miei genitori un’eccessiva richiesta di dialogo, mi hanno fatto sentire talmente libero di parlare con loro che mi sentivo tampinato, provocando in me una totale chiusura nei loro confronti. E il rapporto con gli amici? A quest’età si comincia a pensare che siamo noi quelli più fichi di loro, no mi correggo, ormai non c’è più il termine fico, semplicemente cominciamo a piacerci così come siamo, non pensiamo più ad imitare gli altri, ed è proprio in questo modo che tentiamo di fare tutto di testa nostra. Ma su quali basi ci muoviamo nella scelta del giusto?

 

È per questo che mi ritengo fortunato, io ho saputo fare un passo indietro, rivalutare il pensiero dei miei genitori e metterlo a pari passo con quello dei ragazzini, forse avrei dovuto metterlo un gradino più alto, ma questo è quello che ho fatto io. Ed ecco che ho cominciato ad interrogarmi su cosa fosse realmente giusto e sbagliato, la cosa più interessante è che quando avevo bisogno di un consiglio, preferivo rivolgermi a perfetti sconosciuti tramite internet, poi magari a volte anche agli amici più stretti; infine, se proprio questo dubbio non spariva, chiedevo a mio padre. Qual’ è la novità allora del non essere un tredicenne?

 

Non accettare per giusto qualsiasi cosa ti dicano (tengo a riprecisare, scelta inconsapevole di accettare le cose così come ce le presentano), cercare il più possibile di farcela con le proprie forze. In questo modo, se l’insegnamento dei tuoi genitori è stato abbastanza profondo moralmente, se sei abbastanza  aperto mentalmente, se sei fortunato, riesci a darti un ordine morale da seguire, che probabilmente ti accompagnerà per tutta la vita. Allo stesso modo se non hai la forte presenza dei genitori, se ti danno dei consigli sbagliati, e così via..arriverai ad assumere dei comportamenti totalmente sballati (secondo la mia morale).

 

Il discorso su questa fascia d’età a differenza del primo è molto più soggettivo, infatti nella prima parte non ho messo esattamente cosa ho fatto io, ma quello che succedeva attorno a me e quello che continuo ancora a vedere; nella seconda parte mi sono focalizzato su quello che penso sia accaduto dentro di me.
 Proprio per questo mi trovo costretto ad evidenziare quante persone alla mia età siano rimaste ancora alla fascia precedente, e chi lo sa se mai ne usciranno. Penso di non aver scritto esattamente quello che mi hai chiesto, però secondo la mia opinione il discorso rappresenta la base del perchè i giovani si autodistruggono o non credono in niente; riguardo la diffusione del Dudeismo tra i giovani, se hai ben capito quello che ho scritto, difficilmente voi adulti potrete portare noi giovani su questa filosofia di vita; dovremmo essere noi a trovarla da soli (come io ho fatto), oppure dovremmo ricevere il consiglio di dargli un’occhiata da parte di un altro coetaneo, che è ancora dubbioso sulla religione e cerca risposte.

 

La conseguenza più probabile di un adulto che non rappresenti un vero e proprio pilastro vitale per il ragazzo è che quando proverà a farlo avvicinare al Dudeismo, non farà altro che gettare le basi buone, le stesse che da piccolo i genitori ti danno e che poi vengono massacrate da mille altre cose (vedi prima fascia d’età). Sono contraddittorio? No, a mio parere no; infatti come già vi ho detto non sto proponendo una soluzione, magari qualcuno che sarà avvicinato da un adulto al Dudeismo manterrà per sempre quella strada, altri la perderanno completamente per poi riprenderla con più consapevolezza (la mia esperienza nella seconda fascia d’età); altri ancora proprio perchè sarete voi a consigliarla non la prenderanno neanche in considerazione o faranno l’esatto contrario.
Quindi la soluzione spero la troviate voi, sempre se siete d’accordo con le cose assolutamente discutibili che ho scritto; detto questo vi chiedo solo un grosso favore, cercate il dialogo su questi argomenti solo con persone che considerate appartententi alla seconda fascia, indipendentemente dalla loro reale età. Perchè? Perchè quelli della prima fascia sono troppo influenzabili e prenderanno per buono qualsiasi cosa gli diciate se vi considerano più fichi di loro, e questo significa imporre indirettamente la propria religione; ed ecco qui che nasceranno i fondamentalisti dude, che con noi Dude non avrebbero niente a che vedere.
Questa è la mia opinione man!
ps:
mi scuso per eventuali errori di grammatica, del periodo, di battitura e quant’altro, non amo rileggere quello che scrivo, sono pigro e ora vado ad ascoltare la musica!

Saluti dudes!

Rev. Andrea Geb

 

 

Interessante no? Così è come vede le cose un ragazzo adolescente; è lo stesso punto di vista di uno di quelli che vanno in TV a spiegare perchè molti giovani sembrano puntare all’autodistruzione? Sbaglio o è molto più illuminante? A me sembra di sì.

 

Ora Dude puoi fare due cose se ti sembra che questo articolo sia interessante: la prima è lasciare un commento, la seconda è spargere la voce su questo articolo via Twitter, Facebook, MySpace, email, sms o come cavolo ti pare. Soprattutto se qualcuno dei tuoi amici ha figli e vuole capirne un pò di più. Almeno questa è la mia opinione e il mio consiglio.

 

E’ importante.

 

P.s. Da quanto sopra si capisce che la scelta del Dudeismo di non predicare e non imporre la propria visione del mondo è quella giusta. Segna 8 Dude! O come direbbe Kowalski “CSA!” (Ca**o, Sì, Alleluia)

 

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Abideamo!

 

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