Il Santo Tao

 

La grande accusa ai seguaci del Tao è sempre stata quella riguardante l’individualismo, quasi l’egocentrismo, del modo di vivere e di porsi agli altri. Ma non vedo quale illuminazione si possa cercare se non si studia se stessi e non ci isoli dai fatti e fattacci della vita quotidiana.

 

Le maggiori critiche venivano dall’altra religione/filosofia di stato: il Confucianesimo. Questa infatti si imperniava sul rispetto assoluto e incondizionato dell’autorità, fosse essa l’imperatore e le cariche di stato o anche la famiglia nel suo gerarchico quotidiano. Obbedienza cieca senza ne se né ma… senza appunto discutere o almeno capire quanto l’autorità chiedeva al singolo.

 
Per il Tao un idiota che diventa re/imperatore/primo ministro resta sempre un idiota che nel suo escursus farà sopratutto scemenze. Si circonderà di collaboratori scemi o quantomeno furbi (con soli interessi privati) che portano il sistema allo sfacelo. Nessuno può cavare il sangue da una rapa. Lo sappiamo benissimo. È giusto il rispetto per l’autorità ma solo se la guida è sensata e non folle come la storia ci insegna.

 
Beh, sembra che il Tao avesse già abbastanza esperienza da capire quanto sopra detto, esperienza della stupidità e della follia, che portano la bramosia dell’uomo a volere il male dei suoi simili, fossero essi i nemici o gli stessi concittadini. Il Tao che si isola dal contesto lo fa al solo scopo di ricerca e di studio. Studio di se stessi e della natura in cui si vive in simbiosi. Ricerca la calma e la quiete perché alcuni livelli di conoscenza vanno perseguiti senza rumori di fondo e distrazioni di ogni tipo.

 

Non si parla con il divino o col Dio di turno perché il concetto di divinità per i seguaci della Via è un gradino più in alto, sciolto nella complessa struttura dell’universo di cui sappiamo una beata mazza… la nostra ignoranza ci porta a scorciatoie e favolette per individuare il deus ex macchina, il Dio creatore, il Dio che punisce, insomma uno che ha tanto di quel tempo da perdere e può occuparsi di ognuno per punire/premiare, che organizza inferni e paradisi, che al giudizio universale farà le pulci a tutti, vivi e morti.

 
Il Tao può essere santo perché non promette né minaccia, non premia né punisce, non obbliga e non discrimina. Si pone al servizio dell’essere affinché questi possa scegliere la Via (Tao) migliore da animale senziente e soprattutto figlio di una natura meravigliosa che può mostrarsi terribile in alcune sue manifestazioni. Galleggiamo su un mare di ferro fuso e prendiamo il calore da micidiali raggi solari. Circondati da acque che nella loro quiete stimolano poeti e pittori ma se si irritano travolgono tutto e tutti.

 

È tutto un giro, tutto passa per poi tornare. Solo lo studio della storia può dare risposte al futuro, come lo studio di se stessi acquieta la mente e conduce per mano, vera guida, durante il ciclo a noi destinato dal duo nascita/morte.

 
Certo i taoisti diedero una risposta all’atavica paura che attanaglia il genere umano: la morte. Infatti un taoista illuminato quando giunge il momento deve solo salire sulla cima di un monte e lasciare lì le pantofole quindi volare sull’isola degli immortali. Metafora che faceva irritare ancor più i confuciani che morendo da polli potevano solo sperare d’essere bolliti per bene come erano vissuti da polli rispettosi dell’autorità.

 
Nel santo Tao non c’è chiesa e autorità ma solo chi ne sa più di te, e umilmente puoi sperare che esso sia guida e compagno nella via. Senza pensare che costui possa insegnarti il Tao perché lui conosce il suo Tao e non organizza il tuo né può parlarti del Tao perché il Tao di cui si parla non è il vero Tao.

 
In conclusione avrete capito che il santo Tao è santo perché io lo vedo tale ma voi siete liberi di credere in tutto ciò che v’aggrada, tanto nel bilancio dell’universo contiamo meno del due di coppe nella briscola e i nostri beneamati cavoli sono solo nostri. Potrete essere i migliori o i peggiori oppure i migliori peggiori restando sempre un niente, un granello nella sabbia del deserto una goccia nel mare oceano.

 
Fatevi una bella bevuta alla salute di chi volete.
Alla prossima,
Rev. Duccio

 

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6 Responses

  1. Bell’ articolo Rev., proprio ben fatto. In relazione al Dudeismo la frase che un idiota, o un ladro, anche se diventano imperatori rimangono idioti o ladri esprime perfettamente il concetto che uno è quello che è a prescindere dalle cariche che ricopre. Motivo per cui denaro e potere con noi non attaccano. Si va all’essenza delle cose.

    Roba favolosa Dude, è un piacere pubblicare i tuoi articoli.

    Buona birra e buon weekend!

  2. Uedra says:

    Volevo dir qualcosa ma non c’è assolutamente bisogno.
    Grande, Reverendo :)

  3. Rev.Geb says:

    Quando finisco di leggere i tuoi post mi sento sempre come illuminato dal tuo sapere^^
    Questo mi era sfuggito e sono contento di averlo notato, non oso neppure immaginare qualcosa da aggiungere :D
    Grazie!

  4. Stefano says:

    Chi critica significa che ha paura che quello che ha letto è vero.
    Il Tao è la Verità.
    Stefano

    • Yin, Yang e quant’altro, basta guardarsi attorno e lo si può vedere. Certo non a tutti va giù che per capire come funziona il mondo basta guardare alla natura ma questo è. :)

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