S.K.

 

Della serie S.K. che traduciamo per in non dude Sti Kakki….
Con l’italia che va a pu***ne, benzina a prezzi stellari, blocchi sulle strade, la sicilia che vuole l’indipendenza e la padania pure, arriva la panacea, la cura di tutti i mali: il pane fresco alla domenica.. sembra una presa per i fondelli, una emerita kavolata che le tv si affrettano a divulgare ma senza ironia come è degna una notizia di tale levatura.

 

Ma nessuno ha detto agli scienziati del governo che noi miserabili coi pochi talleri in tasca non arriviamo a comprare il pane neanche il sabato o il venerdì. Quindi i filoni freschi della domenica possono infilarseli nei loro buchi neri…
Già una famosa regina al grido che il popolo non aveva pane aveva trovato una soluzione fantastica: che mangino le brioches (se non hanno pane). La storia si ripete: le brioches = il pane fresco la domenica. Ma la famosa regina poi perse la testa e nel vero senso della parola.

 

Va bene che gli strumenti della rivoluzione illuminista ormai sono solo nei musei delle cere ma ci sono tante altre soluzioni per far capire ai professoroni che torchia torchia poi non esce più niente e il popolo prende i forconi.
Ingrassare le banche e non sfiorare i privilegi è pure una soluzione ma fa tanto inkakkiare la gleba. Altro che pane alla domenica, forse bisognerebbe riattivare la produzione dell’olio di ricino o almeno trovare governanti illuminati che capissero che i consumi (e quindi la produzione) ripartono se nelle tasche del popolino se ci sono i talleri e i dobloni. Il passato è ricco di scemi che credevano di spremere e torchiare la gente per goderne di vantaggi e privilegi ma nessuno fece una bella fine.
Noi dudes viviamo con un tozzo di pane e un bicchiere d’acqua di fonte (o birra) ma vedere tante cose storte e tutte insieme scassa un po’ i zibedei, nessuno ci piscia sul tappeto ma questi vogliono proprio fregarci il tappeto e lasciare la scimmia a lunghi e stupidi digiuni. Noi dudes siamo abbastanza al di sopra della problematica attuale. Ben venga l’imu, l’iva al 23%, la nafta a 2 euri… ma poi dire che abbiamo il pane fresco alla domenica sa tanto di presa per il c..lo.
Il santo tao e il Dude insegnano la calma e la tranquillità non la scemenza, pongono l’animo dell’adepto nella libertà universale, nella ricerca dei quesiti cosmici, indicano il metodo per percorrere il breve lasso di tempo che intercorre far la nascita e la morte, ma poi dire che ci date il pane fresco alla domenica ce ne vuole. C’è un limite a tutto e non è bello sfottere il popolino mancando di rispondere a chi pone seri problemi di sopravvivenza.

 

Se un peschereccio brucia 1000 lt di carburante al dì quanto cakkio di pesce deve raschiare dal fondo e a che prezzo deve venderlo per sopravvivere? Le merci su ruota a che prezzi devono arrivare per poi non essere venduti a causa dell’eccesso dei costi. Ma bravi sono problemini di quinta elementare e i professori li conoscono bene. Raschiare gli spiccioli sulle pensioni da fame non fa ripartire la nazione. Tartassare i fessi, che si sono comprati la casa, con gabelle dai nomi fantasiosi manda i muratori e i carpentieri in sbattimento, non si costruisce più. Ma chi lo spiega al demente che ci da il pane fresco alla domenica?
La logica è come la statistica, basta leggere i numeri da sotto a sopra e tutti hanno ragione. Ormai gli idioti del riscaldamento globale saranno felici, i pensionati a pancia vuota non fanno peti (con relativa CO2), le mucche moriranno di fame perché l’erba la mangeremo noi (almeno prima che qualcuno tassi anche quella) così niente metano e CO2 dai ruminanti. In inverno ci scalderemo come i pinguini stringendoci gli uni agli altri perché il gas sarà solo nelle case della casta e dei professoroni.

 

Meno male che ogni tanto mandiamo un transatlantico a marina, o un piccolo terremoto qua e là, con l’aiuto in tv del GF e dell’isola degli scornacchiati e tutto il popolo si acquieta, i forconi tornano nel fienile e i nostri vanno dalla tedesca a dire: quanto siamo bravi, che idea il pane fresco alla domenica.
Chi vivrà vedrà diceva un tale e chiedendo scusa ai reverendi fratelli per lo sfogo qui pongo punto, virgola, doppio punto e punt’e virgola che è meglio abbondare come diceva il principe… e ricordate: siamo nati e dovete morire…
Felici libagioni di acqua di fonte

 

Rev Duccio

 

L’Onda Lunga della Primavera Araba

 

Siamo sull’orlo di un grande cambiamento di cui la Primavera Araba è stata solo l’inizio. In varie parti del mondo, anche in Occidente, il popolo si è stancato di soffrire per far diventare ricchi gli altri è sta cominciando ad alzare la testa. La gente non si fa più imbabolare dalle belle parole o rimbambire dalla televisione e riconoscendo le balle per quello che sono, appunto balle, ha cominciato a dire no. Anzi, NO!

 

Nordafrica e Primavera Araba, i regimi nichilisti, corrotti, autoritari con le caste che pasteggiavano a caviale e champagne mentre il normale cittadino andava avanti a pane ed acqua sono stati sbattuti col sedere sul pavimento. L’unica cosa adesso è sperare che non prendano il potere i fondamentalisti altrimenti il Nordafrica è solo passato dalla padella alla brace. Staremo a vedere ma almeno adesso lì hanno la possibilità di una vita migliore che è sempre meglio della certezza di una vita di m…..

 

Islanda, dopo il totale crollo economico del paese gli Islandesi hanno deciso che si erano stufati di prendere pedate nelle gengive e hanno rivoltato, come è loro Diritto Fondamentale, il paese come un calzino. Sicuro che politici e compagni di merende non erano d’accordo ma il popolo comanda, soprattutto in democrazia. Fatto sparire il governo pirla, mandato a farsi un giro il mondo delle banche e della finanza, stanno riscrivendo la Costituzione dell’Islanda e riorganizzando il paese. Il popolo senza l’aiuto dei politici che mica sono pecore che hanno bisogno del pastore. Distribuzione del Potere, Trasparenza e Responsabilità sono i tre punti chiave della nuova Costituzione Islandese.

 

Berlino, il Partito dei Pirati entra nel Comune col 9 % dei voti. Certo, non sono dei vecchi barbogi interessati solo ad accumulare soldi, potere e privilegi; certo non conoscono le finezze della politica o della pubblica amministrazione e di sicuro non capiscono che il popolo è idiota per definizione e va guidato perchè altrimenti si perde; però di sicuro migliorerà le cose perchè hanno ancora degli ideali, non sono morti dentro, come i nichilisti. E partiti dalla Svezia, paese illuminato e civile, si stanno spargendo un pò dappertutto.

 

Indignados, partiti dalla Spagna si sono diffusi anche negli Stati Uniti col movimento Occupy Wall Street e ora pure in Canada. Giovani e meno giovani che si sono rotti le scatole del mondo della finanza e di chi lo protegge. Stufi di essere trattati come pezze da piedi protestano pacificamente, almeno finchè non cominciano a ricevere manganellate. Non ce la fanno più a vedere i nichilisti al potere e la gente comune sempre di più alla fame, non vogliono più essere servi della gleba del ventunesimo secolo.

 

L’onda del rinnovamento è partita e come un sasso lanciato nell’acqua sta diventando sempre più grande e si sta diffondendo ovunque, grazie ai giovani e alla vera democrazia che parte sempre dal basso e non viene data a gocce dall’alto. I nichilisti hanno tirato troppo la corda e adesso si è rotta. Ca**i loro. Sono andati oltre la linea.

 

C’è ancora speranza in un futuro migliore. Perchè il nichilismo può vincere solo finchè le brave persone lasciano fare a nichilisti e veri reazionari il bello e il cattivo tempo. E’ un dato di fatto che ovunque i cattivi sono meno dei buoni, la differenza è che i cattivi sono uniti e organizzati e quindi sembrano di più e più forti, ma la storia insegna che quando i buoni decidono di darsi da fare niente li può fermare. C’è riuscito Gandhi no?

 

E’ come con i criminali, prendiamo una città X con 100.000 abitanti dove i cattivi imperano, quanti criminali e accoliti ci sono? 100.000? Non credo proprio. Diciamo che per ipotesi ci sono 30.000 criminali con i vari aiutanti e lacchè, rimangono 70.000 tra brave persone e pecore che seguono la corrente del più forte. I 30.000 criminali possono fare i cattivi solo finchè i 70.000 buoni (+ pecore) li lasciano fare, poi quando finalmente i buoni decidono di muoversi i 30.000 cattivi vengono presi a calci negli zebedei, o gioielli di famiglia.

I cattivi imperano solo perchè i buoni glielo lasciano fare. Ovunque. Se n’è accorto anche quel ca***ne di Gheddafi.

E se per caso uno vive in un posto dove ci sono 70.000 cattivi e 30.000 buoni, beh, meglio fare richiesta di asilo in Islanda.

 

Dudeismo, Pacifismo e Nonviolenza

Il Dudeismo come religione è fondamentalmente nonviolento, noi non crediamo molto nell’uso della forza, soprattutto se viene usata per limitare le nostre o le altrui libertà fondamentali. E certamente ne aborriamo l’uso come mezzo di diffusione della nostra amata religione. Non succederà mai che un Dudeista obblighi qualcun’altro a diventarlo, alla fine sono affari personali di ognuno di noi.

O senti che il Dudeismo è la religione, o filosofia spirituale, per te oppure no, alla fine sono affari tuoi. Quello che conta è che sia la risposta giusta per me. Quindi il Dudeismo è nonviolento e pacifico, ma non pacifista. Se tu sei pacifista va bene lo stesso però in linea di massima essere pacifici è un pò diverso. Noi non crediamo che il mondo sia una specie di paese delle meraviglie dove tutti sono buoni e i cattivi sono buoni che non sanno di esserlo.

Essendo il nostro collega Taoismo basato sull’osservazione e sulla conoscenza delle immutabili leggi della natura noi sappiamo che al mondo ci sono i buoni, i cattivi e le infinite gradazioni nel mezzo. Può anche essere che anche nell’animo più nero ci sia una parte di bontà e che i “lupi” siano in realtà tenere pecorelle incomprese ma se qualcuno cerca di prenderti a bastonate e tu non l’hai provocato hai tutto il diritto di difenderti. Una delle libertà fondamentali di ogni essere umano è il diritto all’autodifesa e noi lo riconosciamo.

Il Dudeista non parte mai per primo, nè opprime gli altri, ma non per questo rinuncia a difendersi. Anche perchè il pacifismo in sè per quanto bello in teoria in pratica presenta alcune falle. Come diceva Walter anche lui è stato pacifista ma non in Vietnam perchè altrimenti sarebbe morto. Se poi uno è così nonviolento che anche se lui o uno dei suoi familiari è in pericolo non reagisce, beh, ci sta nel Dudeismo però a me sembra un pò strano.

Quindi se ti piace il pacifismo va bene però se qualcuno oltrepassa la linea hai tutti i diritti di difendere le tue libertà fondamentali senza per questo essere un cattivo Dudeista, anzi. Noi non oltrepassiamo la linea e quindi ci aspettiamo lo stesso dagli altri. Persino il Dude, una delle persone più rilassate di Los Angeles, non ha accettato che gli urinassero sul tappeto senza fare niente.

E come ha detto qualcuno più saggio di me Gandhi ha potuto “permettersi” di essere pacifista perchè contrastava l’Inghilterra che pur con tutti i suoi difetti era un paese civile, se lo avesse fatto con qualcun’altro meno civile gli sarebbero passati sopra con i carri armati e tanti saluti al pacifismo. Poi magari a lui andava bene di fare il martire ma questo è un’altro discorso.

Avrò torto ma la storia del “porgere l’altra guancia” mi ha sempre dato l’idea che sia stata scritta a tavolino per garantirsi l’obbedienza dei fedeli o dei sudditi. Se tieni a qualcosa la difendi, soprattutto se l’aggressione nei tuoi confronti è immotivata. E nel caso dei Dudeisti lo è praticamente sempre perchè noi non rompiamo le scatole a nessuno.

Puoi essere pacifista e Dudeista però in linea di massima i Dudeisti tendono a difendere il loro diritti e le loro libertà fondamentali. E mi pare una cosa parecchio giusta. Quindi per la stragrande maggioranza il Dudeista è nonviolento e pacifico, ma non pacifista. Noi difendiamo quello a cui teniamo. Proprio perchè ci teniamo. Come il nostro tappeto.